Episodio XIII

Ma cosa ci ha portato così lontano dal reale? Cosa ha fatto slittare in questo modo i piani di riferimento? Cosa ci ha portato dal guardare con commozione la vita di coppia dei cigni al fare il tifo selvaggio per i rituali di accoppiamento della mantide religiosa ? Questo è uno sfogo di cuore, dopo che stasera, all’ennesimo appuntamento in cui ho provato a essere accogliente, premurosa, magari anche un po’ provocante, mi sono sentita dire “ Ma perché tu non hai mai pianto per me? Sono sicuro che è perché non ci tieni abbastanza!”.

Si, l’insicuro è un uomo infido. Attente all’asticella della vostra sanità mentale, perché cercherà in ogni modo di abbassarla mentre non guardate, riducendovi con molta probabilità al mutismo di Grande Capo di Qualcuno volò sul nido del cuculo, o a Freddy Krueger, dipende dai caratteri. Indovinate io quale posso essere? Esatto, quello.

L’uomo insicuro è apparentemente equilibrato, spontaneo, anche pieno di riguardi e pensierini, ma non perché gli piaccia averli e basta, no, lui ha un suo obiettivo preciso: li colleziona. Ha la tessera a punti delle carinerie che fa (fiori: 7 punti, cena fuori: 20 punti, biglietto romantico: 10 punti, fare l’amore: no guarda, più tardi devo apparire nell’incubo di due ragazzini), e per che cosa? Perché se le ricorda, se le rimira nella mente per poi potertele rinfacciare al tuo primo cenno di cedimento strutturale. Lui fa tutto per te, tu mai nulla.

Poverino, ha bisogno di certezze che tu non gli dai, non gli hai mai dato e in ogni caso non gli darai mai, stronza. Perché non urli e non fai scenate? Perché non lo rincorri nella notte gridando il suo nome? Perché non invochi il potere di Thor per impedire la sua dipartita dalla vostra storia? Prima di tutto perché è faticoso e ormai hai una certa età, e comunque sai che non sarebbe abbastanza. L’insicurezza è di fondo, non solo di superficie, e trasforma ogni cosa in una monumentale opera epica:

  • Però questo locale insomma, potevi scegliere meglio
  • Ah! Va bene, allora smettiamo di vederci, abrado il tuo nome dalla rubrica telefonica, ti hackero il profilo Facebook e dò fuoco alle cose che mi hai regalato nel tuo giardino, spargendo le ceneri nell’Aniene con una cerimonia Inuit.

Bene, la cerimonia Inuit è opzionale, però avete un’idea adesso. Il problema non siete voi, in questo caso trovarsi a metà strada non c’entra. L’insicuro ha bisogno di una donna più insicura di lui, perché così nel tira e molla si capiscono e si mantengono in equilibrio. Cerca infatti una persona come lui, con la maturità e la coscienza di se stessa pari a quella di una penna bic, non certo una donna con po’ di esperienza in lampi e tempeste, che al secondo “Basta, non ci vediamo più” di sicuro risponde “Ok, per me va bene,tanto sono con la mia macchina.”

Episodio XII

Visto che mi hanno detto che non mi va mai bene niente, confermerò questa tesi scrivendo di un macromondo in cui tutte siamo passate almeno una volta, ma poche hanno il coraggio di ammettere che ne sono fuggite a gambe levate.

Ho incontrato un bravo ragazzo. Ma bravo, veramente bravo.Di quelli che ti aprono la portiera della macchina, che ti pagano l’aperitivo, che arrivano puntuali, che ti rispettano, che sanno ascoltare, che ti guardano come la Madonna anche quando rutti, insomma, una noia mortale. L’ho già detto vero che non mi va mai bene niente ?

Però credetemi, uscire con una persona così ha degli effetti sulla tua psiche assolutamente devastanti : ti senti di riflesso una merda, perché quello che fai tu non sarà mai abbastanza, e lui neanche te lo fa notare. Ti adora. Punto. Quando incrocia il tuo sguardo è per sorriderti, quando ti telefona è solo per salutarti e dirti che ti vuole bene, quando ti fa un regalo è esattamente quello che hai nominato tre giorni prima, quando ti offre la cena è nel localino che di sicuro ti piace, quando fa l’amore è per farti le coccole dopo, quindi tanto vale passare la notte a guardarsi negli occhi e tenersi per mano, vero ? Ma manco per niente!

Come vorrei poter vivere serenamente un tipo di amore noioso e fuori asse, proprio come una Punto. Per me però non è in alcun modo possibile. Ci vuole forza, vita, carattere, e, purtroppo, mi duole dirlo, una piccola dose di cattiveria. Si, non ti può sempre andare bene tutto quello che faccio, perché così uccidi lentamente ogni argomentazione a tuo favore.

Scelgo io i locali dove andare, scelgo io gli orari, scelgo io gli amici che frequentiamo, scelgo io le vacanze, scelgo io i film da vedere, le mostre, i concerti a cui andare, e allora, tanto vale che sto da sola no ? Ogni storia è condivisione, scambio e scazzo quasi nello stesso quantitativo. Vorrei una jam session jazz, non la musica da sala d’attesa del dentista. Scuotimi, prendimi, bruciami l’anima, o almeno fammi incazzare ogni tanto, sennò io cosa racconto alle cene con le amiche? Che sei perfetto? E poi che figura ci faccio con le altre? Perché tutti ormai lo sanno, le donne preferiscono gli stronzi.

Episodio XI

Siamo nel terzo millennio e per non farci mancare niente, dopo le guerre, le carestie, Maria de Filippi e I Soliti Idioti, abbiamo anche un male adatto all’inadeguatezza e all’incertezza che contraddistingue questo periodo di crisi globale: la depressione.

Ormai infatti, non solo gli artisti, i pensatori, i filosofi, ma anche le casalinghe, la ragazza del bar, l’impiegato delle poste, tutti cadono preda del male oscuro. Ovviamente non si sottrae chi mi invita fuori per una passeggiata al chiaro di luna, al Verano.  Senza far incazzare troppo chi è veramente alle prese con qualcosa di grave (che tanto credo avrà ben altro su cui concentrarsi che le mie 2000 battute scarse) vorrei cercare di capire come fate, voi, depressi della domenica ad avere il tempo materiale per dar vita alla vostra fondante negatività concettuale, e soprattutto, perché uscire con un depresso se queste cose già le so? Eh, non ho mai detto di essere troppo sveglia, purtroppo.

Io, che vivo sola, devo lavorare, pagare l’affitto e le bollette, mangiare almeno due volte al giorno, occasionalmente avere attività ricreative di tipo sessuale e rispondere a telefonate fiume di amiche depresse, non ho neanche dei minuti che mi avanzano, mentre il professionista della tristezza, sembra avere tutto il tempo del mondo.

Io posso al massimo ascoltare i Cure in macchina mentre cerco parcheggio, oppure trovare una mezz’ora in coda alle poste per frignare contro il mondo che è cattivo con me, insomma, devo incastrare gli impegni. Il depresso amatoriale no, ti cerca, ti invita fuori, e poi non parla. O parla di sé, che è peggio. Ti scruta, ti osserva, magari tu riesci anche a trovare un link tra i suoi occhi tristi e un romantico viaggio nel suo inconscio da uomo solitario e tenebroso, mentre in realtà, stai sprofondando con lui, attenta! Mentre trovi accattivante la sua propensione per i discorsi sulla morte e la sua vocazione all’immobilismo, lui ti ha già scelta per nutrirsi della tua linfa vitale. E’ fondamentalmente un Nazgûl.

Un depresso infatti  è come una piovra gigante, ti avvolge con i suoi tentacoli e ti tira giù, sempre più giù, con lui nel fondo della sua anima macerata dai problemi e dalla sua voglia di non fare mai un cazzo di costruttivo nella vita. Ditemi qual è il vostro scopo segreto, o uomini depressi che bussate alla porta di una casinista, caciarona, disordinata, che non ha il senso del discernimento tra il suo bene e il male degli altri!

Cercate per caso qualcuno che si prenda cura del vostro spazio privato, così da poter frignare in pace? Qualcuno che vi faccia tutto in casa, che magari lavori mentre voi piangete, pulisca casa mentre voi disegnate teschi sul muro, porti a spasso il cane mentre voi ascoltate in loop How to disappear Completely dei Radiohead ? In ogni caso, non mi sembra una strategia vincente: sembra facile fare i depressi con il culo degli altri, ma sia mai che poi al giardinetto sotto casa ci sia qualche ragazzo carino a portare a spasso Boby… si fa presto a trovare un diversivo coi tempi ( bui ) che corrono.

In ogni modo, più ci penso e più vorrei cominciare a essere un po’ depressa anche io, vorrebbe dire che avrei finalmente del tempo libero !

Episodio X

Ve lo dico subito, questo è uno dei tipi per cui pendo di più, quindi, vedete un po’ di essere clementi con la mia stupidità.

Purtroppo sono sempre stata attirata dai tardoadolescenti, fino a che ogni volta, mi rendo conto che l’unica cosa che regge in questa espressione alla Enrico Brizzi è la radice semantica: tardo. E’ sempre così; bellino al punto giusto, l’età non lo scalfisce di una ruga, pantaloni a vita bassa e magliettina usata degli Assalti frontali, tatuaggi e piercing non troppo invadenti, armonici con il suo rincoglionimento da rifiuto di responsabilità e lotta contro il tempo.

Ma la colpa è mia, come sempre. Vengo attratta dall’idea di leggerezza, dal parlare di argomenti affini e familiari, come il vegetarianesimo, l’orto condiviso, il combat rock, la disoccupazione selvaggia e le proteste… si, mi riporta indietro al liceo, mi fa sentire di nuovo in contatto con il mondo colorato e intero dei quindici anni. Solo che ora ne ho più del doppio e si, va bene, ho i capelli blu, ma non è che il colore è penetrato fino alla radice e mi ha estinto le sinapsi, anche se alcuni lo pensano.

C’è un tempo per ogni cosa, purtroppo. E’ bellissimo e romantico andare a mangiare nella bio osteria Che Guevera, dividere il conto perchè si hanno pochi soldi, prendere la mia macchina perchè si va in giro solo in bicicletta, tutto molto combattente. A rompere l’idillio è solo sua madre che lo aspetta a casa la sera perchè non ha ancora dato da mangiare al cane.

Si, quando hai quarant’anni e ancora vivi coi tuoi, non è la crisi economica mondiale, non è la disoccupazione, non è neanche la Grande Città con gli affitti troppo cari, è che sei in negazione del reale. Cresci Cristo di un Dio ! Crescete tutti uomini italiani e abbandonate il nido, bruciatelo se necessario, ma non state con i vostri genitori fino a che loro saranno costretti a prendere una doppia a San Lorenzo perchè il loro figlio non gli lascia la dovuta privacy.

C’è una scelta. C’e sempre una scelta. Ci sono le case condivise, ci sono i doppi lavori, ci sono altre città, ci sono gli amici. C’è l’espatrio, la delinquenza, il vagabondaggio, tutte scelte più attraenti non solo per voi, ma anche per le donne che vi circondano. Vi assicuro che avrete più speranza di avere una relazione da bandito in fuga che da cocco di mamma. Oddio, certo, dipende sempre dal tipo di donne che volete nella vostra vita.

Porco bio !

Siamo consapevoli. Siamo solidali. Siamo per il rispetto e per l’autoproduzione. Questo trasforma la nostra vita. La rende più giusta, più vera, più autentica… ed estenuante.

Tutto prende inizio dallo yogurt. Quando compri lo yogurt, l’economia gira e aiuti il PIL. Ma vuoi mettere quanto sei più felice quando lo fai da solo? E poi che ci vuole? Abbassi il PIL ma aumenti l’indice di felicità. Sorridi, sei soddisfatto e ti senti in grado di boicottare il sistema. Si, uno yogurt può fare molti più danni di quello che pensi.

Si comincia con un solo yogurt innocente e si viene invasi: lievito di pasta madre, coltivazione dell’aloe vera, autoproduzione di germogli di soia, liquori con l’alcool bio e dolci senza glutine, senza zucchero e  senza uova, che si tengono insieme solo grazie alle lacrime che tu versi sul tavolo mentre impasti e ti chiedi, ma chi cazzo me lo ha fatto fare? Era così facile prima, quando non sapevo che lo zucchero bianco viene raffinato con il latte di calce!

Quando si entra nel giro, non se ne esce più, la cucina si trasforma in un laboratorio di Altroquando e si viene circondati e  costretti a scendere a patti con le tue stesse autoproduzioni : queste cose sono VIVE, per la miseria, prendono spazio, si riproducono, aumentano di massa, volume e prendono possesso della tua vita prima che tu te ne accorga.

Il lievito naturale per panificare va accudito come un neonato: lo devi nutrire, coccolare, dargli attenzioni che non avresti mai immaginato prima. Poi c’è la panificazione: 12 ore di lievitazione, poi impasto, poi 8 ore di riposo, poi in forno caldo  per un’ora, poi si toglie l’umidità per un’altra ora, poi il pane cotto  si riposa 12 ore di nuovo, e che cazzo è ? Due giorni e mezzo ? Ma farà poi tanto male l’alcool etilico con cui conservano il pane in busta?

Si, oramai sei preda della taranta della soddisfazione: balletti intorno al tavolo della cucina con alambicchi, pestelli, mortai  e pensi a come sono tristi i programmi di Antonella Clerici dove i cuochi fanno un pranzo intero in 30 minuti. Ah! Poracci, tu si che sai il vero valore del tempo e dello spazio! Brindiamoci su con un bel po’ di sana grappa di patate, si, ma tra 15 giorni, quando sarà pronta.

 

 

ps: visto che servono le istruzioni per tutto, dirò che sono un’insegnante dell’Università del Saper Fare di Roma, tengo corsi di panificazione, cosmesi naturale e saponificazione. So quello di cui sto parlando e ne tratto in modo ironico.Grazie per essere passati di qui !

Episodio IX

Finalmente anche per me, povera tardo adolescenziale cresciuta tra il Forte Prenestino e i Modena City Ramblers, la ruota ha girato, e si sono aperte le porte del Paradiso. Finalmente, ho incontrato l’uomo giusto. Ma non l’uomo giusto per me, sia chiaro, solo l’uomo giusto.Quello che è sempre giusto, quello che la sa più lunga di tutti, quello che sa i vini da abbinare al pesce, quello che sa i locali da frequentare, quello che sa come ti devi vestire, quello che ha gli amici con la barca, quello che ti rassicura e ti chiama “ piccola”, quello che va nei posticini al centro, quello con la cravatta abbinata ai calzini, quello che sa già che sarai sua, quello che ammicca, quello che ha la risata controllata, insomma, avete capito no ? Uno stronzo. Però di classe.

Ci siamo incontrati a una mostra, purtroppo al nuovo Macro, il museo di arte contemporanea di Roma, non c’è selezione all’ingresso, quindi sono entrata anche io. L’uomo giusto, che sa sempre come muoversi, di solito approfitta dei momenti in cui abbassi la guardia, per esempio, io stavo guardando un quadro. Lui, che sa il fatto suo, si affianca alle spalle con disinvoltura e un mezzo sorriso di lato che no, non è un’emiparesi, è una smorfia accattivante perfezionata negli anni e sussurra all’orecchio frasi a mezza voce, con fare suadente e sornione:

  • ehi, e a te cosa dice quest’opera ?
  • AAAAAAH!! Che non ho la visione laterale quando la luce è soffusa??
  • scusa, ti ho spaventata?
  • No, urlo sempre in faccia alla gente per scelta, voglio morire sola.
  • Ah, una creativa, vi adoro!

Ecco, a questo punto dovresti voltarti con cautela, cominciare a camminare, e non fermarti fino a che non vedi la scritta “ welcome to Nebraska” . L’uomo giusto ti ubriacherà di parole, condividerà aneddoti, storie sagaci, viaggi avventurosi, amicizie importanti, qualunque cosa esista sulla terra lui non solo la conosce, ma l’ha già superata con un’altra dose di egomania e accondiscendenza. Lui sa. Lui ha vissuto, ed è sicuro di essere irresistibile. Tu, ragazza fortunata, devi essere felice di poter godere della sua luce, di questo sole splendente che illumerà le tue serate.

  • bene, piccola, basta che poi non ti innamori di me…
  • no guarda, te l’ho già detto che preferisco morire sola vero ?