Episodio XIX

dicembre buratoTutte le cose belle finiscono, ed è così anche per la mia sanità mentale. Mi ci ero molto affezionata con l’andare del tempo, ero convinta di essere più o meno stabile, affidabile, coerente come me stessa. La confortante sensazione di essere ormai preparata a tutto mi ha abbandonata, e comincio a sentire dei brividi di freddo lungo la schiena.

Quello che era cominciato come un gioco divertente, si è rivelata una trappola, un congegno quasi mortale, che non lascia vie di fuga senza procurare ferite. E’ come un labirinto, si deve solo continuare ad inoltrarsi per arrivare al centro, non si può più tornare indietro. Maledetta Alice nel paese delle meraviglie che abiti il mio inconscio da quando ero piccola,ma non potevi essere una Disney Princes come le altre? Guarda, anche la Principessa Leila ha ceduto alla fine ! Ma tu no, dovevi seguire il bianconiglio !

E così anche io mi sono trovata nella mia versione del  giardino incantato, un Irish pub dove la Guinness è spillata da Dio, la musica è davvero folk e il ragazzo che ho davanti non è un coglione. Anzi, per una volta, dopo mesi di sproloqui sul genere maschile, abbasso la testa e non so che dire. Trovo qualcuno che mi ascolta, risponde con tranquillità, non ha sulla fronte la scritta lampeggiante “ quando andiamo a letto? Quando andiamo a letto? ”, è gentile, non melenso, diretto e forte quanto basta per tenermi testa. La conversazione e il tempo scivolano via fluidi, pian piano imparo anche a decontrarre i muscoli della schiena e scopro che posso anche cambiare posizione ogni tanto, in fondo è molto faticoso tenere sempre la guardia alta come mi hanno insegnato a Thai Boxe. In più è un casino bere la birra con i guantoni.

In un attimo, forse in preda a una crisi di vertigini derivata dalla perdita di punti fissi nella mia testa, penso a quanto hanno faticato i miei genitori a stare insieme trentacinque anni, e come è stato facile per me scappare sempre da tutto con una smorfia di supponenza e alterigia. La vera sfida è restare, costruire invece di disfare, fare compromessi spaccandosi la testa dura che mi hanno dato come dotazione in questa vita; del resto, solo attraverso le crepe filtra la luce. Insomma, chi pensava che per trovare qualcuno che potesse fare un po’ di strada con me bastassero quattro pinte di scura ?

Io ho deciso di giocarmela: in fondo, se i Maya non avranno ragione, ci sarà ancora un sacco di tempo per fare nuovi errori, quindi per adesso vi saluto, provo a rimanere accanto a qualcuno per un po’, poi magari, ne riparliamo il prossimo anno!

Episodio XVIII

magnoliaLo sapete che la magnolia è la pianta più antica giunta fino a noi? Se mai vi capita di pensare ai dinosauri, pensateci accanto una magnolia, perchè erano coevi. I dinosauri, con grande dispiacere di bambini, uomini con l’adolescenza lunga e mio, non ci sono più. Le magnolie si. Poi, ci avete mai fatto caso che intorno al tronco della magnolia non cresce niente? Le sue foglie sono così dure, anche quando sono morte, che soffocano l’erba, quindi, o le togliete, o ci pensa lei a fare terra bruciata intorno a se stessa, in modo di avere tutto il nutrimento che proviene dalla terra senza rotture di coglioni derivate dagli steli dell’erba.In più è bellissima da vedere, fa dei fiori profumatissimi, bianchissimi,grandissimi, ma pochi, che sennò si stanca.

“In definitiva, la magnolia è una stronza”. Ecco a cosa pensavo mentre passeggiavo accanto al logorroico frikkettone – giuntointattofinoanoi- con il quale ho sfortunatamente per me deciso di uscire. Io sono vegetariana da quasi vent’anni, amo gli animali, sono tendenzialmente anarchica, avremo delle cose in comune. Manco per il cazzo. Il frikkettone naturone intanto è vegano, e ti tratta malissimo ogni volta che ti vede mangiare un uovo, quasi come se volesse dire far  vivere la gallina in una gabbia di 30 cm quadrati a una luce costante in modo che continui a mangiare, non farle mai vedere un gallo in vita sua e poi ucciderla quando compie un anno.

Lo so, gran parte di questo è vero. Non me lo devi ripetere tutte le volte però, sto attenta alle uova che compro, giuro. Vado ai mercatini contadini ogni domenica. Pago ogni uovo che compro 70 centesimi. Sono una consumatrice consapevole. Si, bei tempi quando la rompicoglioni saccente ero io. Il frikkettone si nutre del suo stesso rompicoglionismo e ne genera di nuovo ogni volta che uscite. La maratona di djembè in mezzo al bosco ? Che bello, mentre ti strapperesti via le orecchie con le tue stesse mani. Le bancarelle multietniche con la musica pallosa fatta coi flauti di pan? Veramente suggestiva, come la tua fantasia di spaccare crani andini con un acchiappasogni gigante. Il ristorante VeganMetalHardcoreChef dove si mangia segatura impastata col sale dell’Himalaya? Fantastico, mentre non avresti mai immaginato che ci fossero così tante cose che potessero superare alla grande la tristezza alimentare delle tue verdure al vapore. Lavarsi ogni tanto? E perchè? Eh no, non c’è territorio comune qui.

Non sono preparata per tutto questo estremismo, non riesco a concedermi del tutto alla dea natura. Sarò vegetariana, ma amo il poliuretano espanso più dell’erba. Le contraddizioni fanno parte di me come di ogni altro essere umano, e i dolci vegani sembrano segatura. Ammettiamolo. I dolci non si possono fare senza burro, senza latte e senza uova. Come non si può avere una storia se non si scende a qualche compromesso. Si, alla fine più ci penso e più vorrei non farmi coinvolgere ogni volta così tanto, ma come si fa a diventare stronze come una magnolia ?