Stuprate e moltiplicatevi

Brown Giovedì 24 gennaio,  nello stato del New Messico, è stata fatta una proposta di legge (House Bill 206) per costringere le vittime di stupro e incesto a portare a termine la gravidanza come prova della violenza. Si, costringere, perchè nel caso la donna volesse abortire sarebbe incriminata con un reato federale di terzo grado, ovvero inquinamento di prove. In New Messico questo vuol dire fino a tre anni di prigione. Bene. Deve esserci un’arietta niente male da quelle parti, la ragionevolezza scorre a fiumi.

Infatti, vista così sarebbe come chiedere a uno che viene accoltellato al cuore di continuare a sanguinare fino al processo.Già mi immagino le scene da ER: “John, non posso aiutarti a fermare l’emorragia, devi arrivare dissanguato fino alla fine delle indagini. Dio è con te” “ Jack, ma vaffancu…” Poi la cosa che colpisce è che la relatrice di questo capolavoro non solo è una donna,Cathrynn Brown, ma anche di rara intelligenza! Infatti, intervistata, ha spiegato la sua geniale idea dicendo che questo serve a punire in maniera più decisiva chi ha commesso il crimine. E in quale modo ? Facendogli cambiare i pannolini in galera? Facendogli preparare le pappe lattee ? E certo! Perchè quale mamma, dopo aver subito la forma di violenza più truce e barbara che una donna possa immaginare, costretta da una legge di merda ad avere in ogni caso il bambino, poi non vede l’ora di fare un week end si e uno no con il proprio stupratore ?

Poi al primo stronzo che fa una strage di 12 persone in coda davanti al cinema ci si chiede come sia possibile che questo accada, dove ha sbagliato il sistema ?Secondo me il problema negli Stati Uniti non è la facilità con cui si ottengono le armi, ma che il sistema sanitario nazionale non esista: senza cure gratuite per le malattie mentali si rischia che gli psicotici possano fare una brillante carriera politica. Oddio, però succede anche in Italia.  

Partners sharing

256423772505095232_6kwghgOM_cLa crisi economica globale ha fatto venire alla luce così tante realtà  alternative, eque , sostenibili e a buon mercato che anch’io voglio fare la mia parte, parlando di qualcosa che è sotto gli occhi di tutti, ma non è ancora stato analizzato a sufficienza nella giusta ottica: il partners sharing.

Se è vero che le parole sono importanti,  propongo di superare l’uso dell’obsoleto termine tradimento, foriero di senso di colpa , inadeguatezza e litigi a voce alta : nuove parole per una nuova realtà!  Se sceglierai di dividere  la tua dolce metà con qualcun’altro consapevolmente, in maniera equa e solidale,  ci saranno vantaggi per tutti .

Pensa per esempio alle cose che detesti ma che prima eri obbligato a fare: ci sono i saldi ? Mica devo per forza accompagnarti io, chiedi a quell’altro di stare a portare le borse rigide con gli spigoli accuminati e mortali per tutta via del Corso ! La partita della Roma ? Ma io voglio vedere le amiche per un round di pettegolezzi, portaci l’altra.

Il sesso e’ una cosa esclusiva ? No, non lo è mai stata e non lo sarà mai, queste sono balle che raccontiamo a noi stessi per avere la situazione sotto controllo. La realtà è più simile a “ non importa come riesco a mettere in moto la mia macchina, l’importante è che la parcheggi nel garage giusto”. Quindi, perchè frustrarsi ? Inoltre , in epoca di crisi, condividere le risorse diventa sempre più importante: scopare meno ma scopare tutti.

La società contemporanea ha ridotto i tempi, costringendoci a essere sempre più veloci e  competitivi: con il partners sharing i single avranno a disposizione qualcuno che potrà sempre aiutarli nei piccoli problemi di ogni giorno: la spesa, il rubinetto che perde, l’orlo dei pantaloni, e via così. Mentre le coppie sposate ritroveranno dei momenti di preziosa solitudine: potrete finalmente finire il vostro romanzo preferito, colorarvi i capelli, andare in palestra ! Ottimizzazione dei tempi vuol dire  recupero di una dimensione personale spesso schiacciata dalle incombenze quotidiane! E ancora condivisione degli spazi, riutilizzo delle occasioni,  dei regali, delle conversazioni…

Piu’ questo si diffonderà più tutti entreremo in una rete di contatti corporei e mentali : una rete attiva e reale di cornuti si, ma consapevoli !