non in coppia non vuol dire sola

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Sono sempre stata affascinata da chi corre veloce. Gli atleti che si preparano ai cento metri hanno un corpo che cattura sempre la mia attenzione: sono scattanti, flessibili, muscoli pronti e in tensione, occhi fissi e sempre sbarrati, sembra non battano neanche le palpebre da quanto sono concentrati. Non hanno neanche cominciato che sono già alla fine, tutto si consuma in pochi attimi, 100 e 200 metri sono il top dell’atletica per me.

Questo penso sia un riflesso del mio inconscio che mi dice qualcosa: anche io, nel mio campo, sono una sprinter d’eccezione. Riesco ad avere moltissimi primi appuntamenti, sono un cazzo di mago dello speed-dating praticamente. Sono anche seriale tra l’altro: non scelgo mai dei segnaposto per non perdere l’abitudine, ma persone che lì per lì’ mi piacciono e vorrei sul serio conoscere e vedere come va. Appena mi dico “ ehi, questo è figo” lì si consuma la tragedia. Infatti, su che basi si costruisca una successione di appuntamenti, per me rimane un mistero: sono mesi che non riesco a superare il primo, e la cosa comincia ad innervosirmi non poco.

Quando devo vedermi con qualcuno, sembra il fottuto giorno della marmotta: ci vediamo dopo cena, vino da me in terrazza e/o passeggiata, chiacchiera divertente, risate, condivisione, accoglienza, ehi allora c’è vita nell’universo e poi… poi basta. Poi non ci si sente più. A me sembra che sia andato tutto bene, e invece il mio whatsapp entra in coma. Queste situazioni sono codificate ormai solo nel meccanismo del lento scivolare nell’indifferenza. Avete presente quando guidate la macchina nella corsia principale e quello alla vostra destra si immette piano piano con quell’andatura che vuol dire: entro così piano che non può succedere niente e invece voi dovete bestemmiare e cambiare al volo corsia perchè ancora i rostri non li hanno montati sulle utilitarie ? Ecco, questo è il ritmo con cui si scivola nel non sentirsi più: ci si mandano un paio di messaggi, poi resto solo io a guardare le spunte blu, alla fine non ho più pazienza manco io e dopo un paio di inviti simpatici mi rompo il cazzo e finisco per voltare pagina.

Perchè non si parla più? Mi dite cosa e perchè si decide di non sentirsi più dopo che mi hai raccontato la tua vita e condiviso risate e vino? Ma non li avete gli amici per questo? Hanno chiuso Chatroulette? Ma non si può spiegare una scelta? Se cercate di negare a voi stessi il fatto che stiate vivendo una vita triste, mi spiace, ma così otterrete solo conferme. La mancanza di stile in ogni caso, è una cosa seria… vi ricordare cosa succede poi nel giorno della marmotta ?

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