sempre sull’orlo di una crisi di nervi

mecoledì Addams sexy

Adoro travestirmi per Carnevale. Purtroppo, per via dei miei continui cambi di metodo di sostentamento, ho sempre lavorato negli ultimi anni per veglioni, feste e rinfreschi, quindi ho un po’ perso di vista il fantastico mondo di maschere & costumi. Diciamo che l’ultima volta che ho scelto un vestito ero L’Incantevole Creamy. Mi sono dunque affacciata su questo sconosciuto mondo degli abiti di Carnevale, sezione adulti, donne, taglie M. Poi hoguardato bene il sito che avevo caricato. No, non avevo scelto orgasmsex.com ma DeRossicostumieparrucche.it. Bene, mi rendo conto di aver scelto un costume un po’ particolare, che non posso svelarvi perchè ancora devo andare alla festa, ma non è questo il punto: ogni costume che scorre nella lista “mostra risultati” sembra l’occasione per essere la protagonista di un bukkake, e manco troppo velata! Se non sapete cosa sia il bukkake, o non vi siete mai travestiti per Carnevale, o siete quello che contava le presenze al Family Day..  Ma come è possibile che ogni vestito da donna adulta sia seguito dall’aggettivo “sexy”, “corto” o “sexy e corto” ?

Va bene per coniglietta e gattina, certo, non perdiamo l’occasione per far vedere che l’abbonamento in palestra non sono soldi e frustrazioni buttate al vento, ma il resto è imbarazzante: Regina di cuori sexy, Biancaneve hard, Suora sensuale, Galeotta erotica… galeotta erotica? Ma che cazzo è? Un paio di mutande a strisce bianche e nere, un reggiseno e due guanti zebrati. La cosa più coprente sono gli stivali aderenti di pelle con tacco 15 e plateu. Comodi durante l’ora d’aria. Non parliamo poi di nomi apparentemente normali come Cuoca Assassina: è un prendisole bianco corredato di schizzi di sangue esattamente dove ve li state immaginando e un cappello da Chef. Ora io penso, ma a Carnevale si possono vestire solo Lady Gaga, Madonna e tutte le assatanate ventenni, o c’è speranza anche per chi non volesse sembrare la brutta copia di Belen ubriaca al festival di Sanremo? Non è possibile che tutte le donne si immaginino la scelta di un travestimento come fosse un lascia passare pubblicizzato come “oggi svendite”.

Ma l’industria dei travestimenti come le pensa queste cose ?

Ovviamente da uomo queste cose non esistono! Fosse mai che vado a una festa e vedo un bel  generale sexy, con addominali e sedere al vento. Gli uomini si prendono sul serio e ascoltano bene i loro bisogni, per questo sono loro a progettare i costumi per noi donne e i diabolici siti internet in cui il codice per sceglierli ha come filtri -prezzo – taglia – percentuale di carne scoperta ( 70%-80%-90%) . Anche categorie che di sexy, se vivevete nel mondo reale, non hanno nulla, tipo le poliziotte, hanno in questa grande fantasia carnascialesca un gonnellino blu e due bottoni di metallo sui capezzoli, con sfollagente e immancabli stivaloni da porno anni ’80. Chissà quanto tempo dovrà passare prima di trovare la categoria “ trentenne normale che se si mette il costume da Minnie sexy l’arrestano come esce di casa.”

Forse è meglio se per venerdì grasso vado a lavorare anche quest’anno.

L’inutilità e il danno della tesi

tesiPer motivi a me ignoti, sono stata selezionata per seguire un master molto figo sulla facilitazione di comunità. Ho partecipato a lezioni meravigliose, ho avuto la fortuna di avere compagni di corso straordinari, ho conosciuto realtà nuove e interessanti nei dintorni di Roma, ho realizzato che sono prossima alla morte cerebrale. E’ andato infatti tutto bene, fino al momento di dover scrivere, a distanza di quasi dieci anni dall’ultima, una tesi finale. Ho scoperto delle cose che credevo fossero vere solo nei racconti degli altri e che ovviamente ero certa che a me non sarebbero mai capitate. In questi ultimi anni però ho fatto tanta terapia, meditazione e assunto nuove droghe che hanno cambiato la mia visione totalmente negativa degli eventi della vita, quindi, ci sono anche dei pro in questa esperienza. Eccovi l’elenco:

PRO

  • so scrivere meglio

Ho imparato nel tempo ad avere maggior controllo della mia capacità di scrittura, mi so regolare, conto le battute e so usare la punteggiatura dando un senso al tutto. Anche con copia e incolla non me la cavo male.

  • Ho il culo più grosso

Quindi sto più comoda quando devo stare per sei ore di fila incollata alle sedie durissime della biblioteca nazionale, che sono le stesse di dieci anni fa.

CONTRO

  • tutto quello che avevo studiato non serve più a un cazzo

Le teorie, le ipotesi, le traduzioni e tutto quello a cui mi ero dedicata anima e corpo è stato per lo più superato, stracciato, demansionato, bruciato sui roghi o cose così. Adesso è tutto diverso, nuovo, scintillante, patinato e io mi sento come nonno Simpson: il pensiero debole si è eclissato, Vattimo è solo l’ex sindaco di Venezia, Gadamer valeva poco anche quando lo studiavo io e la pubblicazione dei diari di Heidegger ha tolto ogni dubbio sulle sue inclinazioni politiche. Se qualcuno ancora ne avesse avuti. Il mio mondo non c’è più, devo farmene una ragione.

  • Mi stanco subito

Questo succede a tutti vero ? Però io rosico. Mi ricordo che mi svegliavo alle cinque di mattina per leggere Nietzsche, mentre ora se non sono le otto manco riesco a inzuppare i biscotti nel tè. Mi cala la palpebra dopo pranzo e mi sento pesare la testa sui libri verso le quattro. Facendo due conti ho tipo tre ore scarse di lucidità durante tutta la giornata, buono, no ?

  • Avverto nettamente il senso di inutilità

Mentre a vent’anni è tutto ancora intero ( cit. !) a più di trenta ti si è sgretolato anche il senso di resa e non te ne frega più niente di quello che fai, speri solo di cavarne qualche soldo o un appuntamento decente. Nel mio caso probabilmente non verrà fuori niente di tutto questo e allora mi ricordo i miei giovani occhi scintillanti alla discussione della specialistica e penso: ma che cazzo avevo da ridere ?

  • Ho troppi amici più giovani di me

Questo non è strettamente legato alla tesi, ma mi fa pensare lo stesso. Non posso parlare con nessuno di questi problemi perchè gli amici giovinastri che ancora studiano mi prendono per il culo, quelli che lavorano anche, perchè perdo tempo ancora a studiare invece di lavorare e basta, quelli che passano il tempo a grattarsi le palle e a guardare serie americane in streaming fanno spallucce, tanto hanno poco più di vent’anni. Maledetti.

Lavato un Papa si lava l’altro

VATICANO: KUNG,RATZINGER COLPEVOLE SILENZIO CHIESA ABUSIPer la prima volta nella storia del Vaticano, due papi, quello che ha preso lo scivolo pensionistico e quello appena assunto, convivranno sotto lo stesso tetto. Benedetto XVI ha scelto per il suo ritiro un convento di clausura, ma la vita claustrale non sarà applicata all’ex Santo Padre, che quindi, in tempi di crisi, deve fare i conti con l’house sharing e i coinquilini non sono più di puro spirito, come quelli a cui già è abituato, ma in carne, ossa e vincastro.

Ratzinger saprà essere rispettoso e  discreto o metterà su l’mp3 dei Salmi responsoriali alle tre del mattino ? Laverà le tazze della colazione ? Sarà uno di quelli che arrivati davanti alla porta fa finta di non vedere i sacchi della differenziata – e comunque il vetro non lo porta via mai perché la campana è dieci metri più giù degli altri cassonetti ? Si sa, è uno che studia molto, quindi non ce lo vedo ad andare alle feste Erasmus per far socializzare il nuovo arrivato, piuttosto spero che lo Spirito Santo si divida equamente tra i due, aiutandoli nel rispettare i turni di pulizia e il pagamento delle bollette e del condominio.

Tutti teniamo alla tranquillità della Santa Sede, nessuno vuol far incazzare di brutto il padrone di casa, sia mai che scende e si accorge che gran casino hanno fatto gli inquilini senza nemmeno il contratto. 

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nota: il signore della foto è Hans Kung, un teologo molto famoso che fa un’analisi seria e compita della convivenza dei due papi che merita proprio di essere letta. Cliccate pure sulla sua foto per un articolo.

L’amore è ceto

don-t-worry-be-stemmia-2Giovedì è San Valentino. ‘Sti cazzi. Il pezzo potrebbe anche finire qui. Invece quest’anno riusciamo a superare la bieca mestizia dell’evento con qualcosa di nuovo. Non solo addobbi a forma di cuore, cioccolatini rossi con i bigliettini d’amore un tanto al chilo, serate a tema “amore e cozze” nei localini alla moda; questo San Valentino in realtà non possiamo più permettercelo.

La crisi ci si mangia a morsi, e quindi il vorrei ma non posso, riesce a essere ancora più triste della già tristissima ricorrenza in sè. Giusto un gradino sopra i programmi della D’Urso, per capirci. In questo clima di deterioramento monetario infatti, non ci si può certo guardare intorno per tirarsi su di morale!  I ristoranti, per contenere i prezzi e accalappiare comunque coppiette in cerca di romanticismo precotto, propongono dei menù  con piatti dai nomi evocativi, come “spuma di gamberoni” o “ nuvola di caviale”, come a suggerire che il cibo vero non c’è più, c’è rimasto giusto l’odore, ma va bene lo stesso per restare attaccati alla tradizione della cenetta fuori. I negozi stanno ancora stiracchiando i saldi, al massimo fanno due cuori in croce con il bianchetto sulla vetrina e costringono le povere commesse precarie a vestirsi di rosso, così, per fare atmosfera, mentre i gioiellieri cercano di confezionare anelli con diamanti così microscopici che ti fanno anche passare il senso si colpa per aver alimentato il mercato dell’estrazione nelle miniere africane.

Speriamo che questo periodo di difficoltà economica, in cui un giovane su tre è disoccupato, uno su due precario e tutti e tre si sono rotti i coglioni, ci serva almeno a togliere per sempre il superfluo inutile e becero richiamo delle festività a gettone. In fondo, di questi tempi,  le parole più belle del mondo non sono “ti amo”, ma “siamo arrivati a fine mese”.

La donna è soprammobile

occhialiIo ho un lavoro sedentario, sto davanti al computer tutto il giorno e F5* è il mio migliore amico. Oltre alla colonnina di destra di Repubblica, che aggiorno diciotto volte al minuto, il sito che in questi giorni più mi intriga è un sottogruppo del medesimo, vale a dire il blog di D, la Repubblica delle donne. Io ho sempre amato il fantasy e questo sito è proprio quello che fa per me! Le categorie del blog sono quattro: piaceri, coppia, bellezza e storie. Mi immagino il brain storming selvaggio dietro questa decisione: “come glielo vendiamo sto cartoccetto d’aria fritta?” “mah… teniamoci sul vago, usiamo foto patinate e caratteri rosa ” e l’ufficio in coro “genio!”.
Mentre scrivo per esempio, c’è un articolo  mozzafiato su come risolvere tutti i tuoi problemi di inadeguatezza sociale in tempo di crisi: “indossare una borsa extra large avvicinandola al corpo cambia le proporzioni e fa risultare più magre le gambe(cit) Finalmente la mia vita ha un senso! Mentre arrivo a fine mese contando gli spiccioli, mi sento intellettualmente rasserenata dal fatto che uno dei più importanti quotidiani italiani abbia scelto questo come messaggio per le sue lettrici, insieme a il mese del cucciolo e l’oggetto del giorno: “Febbre da pitone” Stanca del nero e delle pelli lisce? Punta su un verde deciso e un pellame ricercato per un modello di scarpe che dureranno nel tempo (cit) .
 Queste intriganti letture gratificano veramente il mio femminile mentre mi districo tra due lavori part-time, le ripetizioni, la casa con i coinquilini e il tentativo di avere una vita sociale spendendo meno di 10 euro quando esco la sera. Grazie D, non si ride mai abbastanza in un solo giorno.

 

 

*so che non ce ne sarà bisogno, cmq è il tasto per aggiornare la pagina, come sapete tutti, vero ?

Stuprate e moltiplicatevi

Brown Giovedì 24 gennaio,  nello stato del New Messico, è stata fatta una proposta di legge (House Bill 206) per costringere le vittime di stupro e incesto a portare a termine la gravidanza come prova della violenza. Si, costringere, perchè nel caso la donna volesse abortire sarebbe incriminata con un reato federale di terzo grado, ovvero inquinamento di prove. In New Messico questo vuol dire fino a tre anni di prigione. Bene. Deve esserci un’arietta niente male da quelle parti, la ragionevolezza scorre a fiumi.

Infatti, vista così sarebbe come chiedere a uno che viene accoltellato al cuore di continuare a sanguinare fino al processo.Già mi immagino le scene da ER: “John, non posso aiutarti a fermare l’emorragia, devi arrivare dissanguato fino alla fine delle indagini. Dio è con te” “ Jack, ma vaffancu…” Poi la cosa che colpisce è che la relatrice di questo capolavoro non solo è una donna,Cathrynn Brown, ma anche di rara intelligenza! Infatti, intervistata, ha spiegato la sua geniale idea dicendo che questo serve a punire in maniera più decisiva chi ha commesso il crimine. E in quale modo ? Facendogli cambiare i pannolini in galera? Facendogli preparare le pappe lattee ? E certo! Perchè quale mamma, dopo aver subito la forma di violenza più truce e barbara che una donna possa immaginare, costretta da una legge di merda ad avere in ogni caso il bambino, poi non vede l’ora di fare un week end si e uno no con il proprio stupratore ?

Poi al primo stronzo che fa una strage di 12 persone in coda davanti al cinema ci si chiede come sia possibile che questo accada, dove ha sbagliato il sistema ?Secondo me il problema negli Stati Uniti non è la facilità con cui si ottengono le armi, ma che il sistema sanitario nazionale non esista: senza cure gratuite per le malattie mentali si rischia che gli psicotici possano fare una brillante carriera politica. Oddio, però succede anche in Italia.  

Partners sharing

256423772505095232_6kwghgOM_cLa crisi economica globale ha fatto venire alla luce così tante realtà  alternative, eque , sostenibili e a buon mercato che anch’io voglio fare la mia parte, parlando di qualcosa che è sotto gli occhi di tutti, ma non è ancora stato analizzato a sufficienza nella giusta ottica: il partners sharing.

Se è vero che le parole sono importanti,  propongo di superare l’uso dell’obsoleto termine tradimento, foriero di senso di colpa , inadeguatezza e litigi a voce alta : nuove parole per una nuova realtà!  Se sceglierai di dividere  la tua dolce metà con qualcun’altro consapevolmente, in maniera equa e solidale,  ci saranno vantaggi per tutti .

Pensa per esempio alle cose che detesti ma che prima eri obbligato a fare: ci sono i saldi ? Mica devo per forza accompagnarti io, chiedi a quell’altro di stare a portare le borse rigide con gli spigoli accuminati e mortali per tutta via del Corso ! La partita della Roma ? Ma io voglio vedere le amiche per un round di pettegolezzi, portaci l’altra.

Il sesso e’ una cosa esclusiva ? No, non lo è mai stata e non lo sarà mai, queste sono balle che raccontiamo a noi stessi per avere la situazione sotto controllo. La realtà è più simile a “ non importa come riesco a mettere in moto la mia macchina, l’importante è che la parcheggi nel garage giusto”. Quindi, perchè frustrarsi ? Inoltre , in epoca di crisi, condividere le risorse diventa sempre più importante: scopare meno ma scopare tutti.

La società contemporanea ha ridotto i tempi, costringendoci a essere sempre più veloci e  competitivi: con il partners sharing i single avranno a disposizione qualcuno che potrà sempre aiutarli nei piccoli problemi di ogni giorno: la spesa, il rubinetto che perde, l’orlo dei pantaloni, e via così. Mentre le coppie sposate ritroveranno dei momenti di preziosa solitudine: potrete finalmente finire il vostro romanzo preferito, colorarvi i capelli, andare in palestra ! Ottimizzazione dei tempi vuol dire  recupero di una dimensione personale spesso schiacciata dalle incombenze quotidiane! E ancora condivisione degli spazi, riutilizzo delle occasioni,  dei regali, delle conversazioni…

Piu’ questo si diffonderà più tutti entreremo in una rete di contatti corporei e mentali : una rete attiva e reale di cornuti si, ma consapevoli !