“We’re all mad here.”

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Adoro il linguaggio, in tutte le sue forme, soprattutto nei modi di dire. Chi trova un amico trova un tesoro, per esempio, è verissima. Perché non c’è niente da fare, l’amicizia è la vera rappresentazione dell’esserCi nel mondo: non importa quanto tu possa essere un coglione, un amico ti guarda con comprensione e ti offre da bere, ogni volta. Storia vera. Per fortuna. Io che non ho mai raggiunto neanche la sufficienza scarsa in materie come  fidanzamento o relazione, in amicizia vado fortissimo: ho preso sempre Lodevole con la firma, come si faceva ai miei tempi dalle suore. Si, sono stata dalle suore. Si, avevano tutte i baffi ed erano tutte sposate con Dio. Si, Dio deve essere di bocca buona. Le cose sono molto peggiorate su quel lato ultimamente: non si trovano più tanti uomini che ti prendono su senza ceretta, anzi, il mondo è talmente tanto andato avanti che adesso sono gli uomini a dirti dove trovare una brava estetista. Storia vera anche questa. Purtroppo.

 Uscendo a farmi offrire da bere in seguito all’ennesimo giro di coglionite acuta, dopo un anno di pace, sono stata così brava da trovare in un locale a caso, a svariati kilometri da casa, qualcuno che potesse interessarmi. C’è da dire che io, che da bambina  ho sempre preferito Alice a Cenerentola, dato un gruppo casuale di uomini in un pub, ho la carica attrattiva adatta per il Leprotto Bisestile o il  Cappellaio Matto, quando non  per i Brucaliffi… sono una generosa, i principi azzurri li lascio alle altre che credono alle favole, quelle tipo contratto a tempo indeterminato, casa di proprietà e vacanze al club Med in Egitto. Come mai non miglioro con l’età come il vino? Diventerò aceto? A questo modo di dire non ho mai creduto, e poi ci sono degli aceti molto pregiati.  Disse la volpe all’uva. Ma per fortuna ogni volta che sono in giro con gli amici che adoro, so che posso contare su di loro, saranno il bastone della mia vecchiaia quando alla fine realizzerò di essere diventata come Venezia:  è bella, ma non ci vivrei.

Episodio XVII

Non è una situazione piacevole, essere prese in giro da una donna. Ti aspetti sempre che le menate sulla solidarietà femminile siano vere, invece niente da fare, tutta una montatura di romanzieri da due soldi e sceneggiatori che vivono ancora con le loro madri. Ho provato a stabilire un contatto con un uomo (non)separato, è stato peggio che terribile.

-E da quanto tempo sei divorziato?

-Nove anni, ma sono separato

-Ah, e perchè non hai mai divorziato scusa?

– Beh,  sai, i bambini, i soldi, il mutuo sulla casa, non abbiamo mai avuto tempo per pensarci…

In nove anni ? Ma come lo calcoli il tempo, in eoni ? Cosa pensi di essere, a base di Carbonio14? In nove anni si prendono un diploma e una laurea, si può comodamente girare il mondo tre volte, si passa attraverso almeno sei contratti a progetto, quattro relazioni stabili, due “uomini della mia vita”, si paga una macchina, e tu, non hai avuto il tempo di andare a firmare un foglio?

Questo doveva essere il primo campanello di allarme, ma io faccio sempre finta di niente anche se ho le trombe dell‘Apocalisse che mi trapanano il cervello, sono fatta così, ignoro il pericolo. Si, si dice coraggiosa. Si, si dice anche cretina, molto più spesso. In ogni caso, ho provato a uscire con lui, ma eravamo sempre virtualmente in tre. La cena del suo migliore amico ? C’era la sua ex che mi guardava come Voldemort, sperando di poter trasformare il mio spritz in lava con la forza del pensiero. Non è che mi sono sentita tanto a mio agio, anche considerando che le sue amiche stavano disegnano un pentacolo sotto la mia sedia sgozzando un gallo e accendendo candele di cera nere e rosse, mentre il mio lui parlava amabilmente con i suoi amici. Tanto perché presentarmi? Ormai il sabba delle streghe è cominciato, sarebbe un peccato interrompere proprio durante la recita del primo capitolo del Necronomicon. E’ che lui le lascia ancora fare ogni cosa, prendere ogni decisione, piccola o grande che sia. Non sono separati, sono diversamente insieme. Lei decide se io posso andare o meno un week end fuori con il “mio” lui perché ci sono i figli di mezzo, lei decide quando fare i pranzi di famiglia ai quali io non sono neanche considerata, lei brucia la mia effige in giardino disperdendone le ceneri nell’Aniene.Sono sicura che lo faccia. Si, si dice anche paranoica.

E’ un rapporto a tre dove la nuova arrivata non potrà mai vincere, perché loro sono una squadra, e lo saranno sempre. La maggior parte degli uomini non sa vivere per conto proprio, ha bisogno di quel femminile materno e accogliente che le donne vuote e senza personalità sanno garantire, sempre e in ogni caso. Pur di non perdere i loro uomini passano sopra a tutto, li accolgono in qualunque caso e loro sanno che questo balletto andrà bene per sempre, il guinzaglio diventa sempre più lungo ma sempre un guinzaglio è.

Allora uomini che avete bisogno di questo tipo di donne più mamme che compagne,  continuate  a non rompere i legami, continuate a vivere in un vecchio maglione sgualcito e rovinato, che non si sa più di che colore sia, che non ha più forma e che non tiene neanche più caldo. Questo decisamente non fa per me. Si, si dice donna, ma con le palle.