Meglio mal accompagnati che soli

giphy

 

Vado a correre da sola. Vado al ristorante da sola. Vado a teatro da sola. Vado ai concerti da sola. Vado in viaggio da sola. Vado per scelta, perchè mi piace. Ho smesso di sentirmi fuori dal coro quasi un decennio fa, tanto non ho mai cantato troppo bene. Mi rendo conto che a volte fa strano vedere una persona che mangia da sola al ristorante, oppure che non ha nessuno che la accompagni a teatro, ma, vi assicuro, è veramente rigenerante passare del tempo da soli.

Io, che si sa, secondo i creazionisti sono stata montata coi pezzi che avanzavano dei mobili Ikea della casa al mare di Gesù, preferisco essere sola che dover passare il tempo con qualcuno che non mi faccia sentire bene. Ho conosciuto un sacco di persone che scelgono il contrario per vite intere. Mi è capitato recentemente un uomo che mi ha corteggiata per un po’, invitata fuori, lusingata, cercata e poi, come se niente fosse, mi ha chiesto se avessi il profilo Facebook dicendo: “Ah no, ma poi tanto non ti posso dare l’amicizia, perchè quell’altra rompicazzi se ne accorge”. Prego? Non ho neanche finito il dolce. Tanto comunque ‘sti tortini al cioccolato col cuore fondente hanno rotto il cazzo, stanno dappertutto, anche al ristorante indonesiano.

Mi sono chiesta, dopo una bella dose di frasi sconnese da incazzatura feroce, perchè. Perchè invece di togliere delle cose che non vi piacciono della vostra vita, preferite aggiungerne altre, perchè preferite accumulare serialmente relazioni che non possono convivere se non fino allo sbrocco di uno dei quattro o cinque coinvolti? Perchè preferite sostenere litigi, settimane di merda, urla, recriminazioni e rancori, invece di lasciare andare e bella per tutti? Io proprio non lo capisco.

In più, come corollario, ci sono le lamentele: noi amici, colleghi e conoscenti di buon animo vi ascoltiamo, consigliamo, rispondiamo ai vostri messaggi anche nel cuore della notte, ma ve lo dico sinceramente: ci avete scassato il cazzo più del tortino al cioccolato. Ci sono donne che saltano da un uomo all’altro senza neanche toccare terra, uomini chiusi dentro relazioni che hanno il ritmo degli zombie (e delle puntate) di the walking dead, ma ancora arrancano sperando che prima o poi succeda mezza cosa. Come noi che ancora guardiamo the walking dead, uguale.

Si, sto bene ad andare a teatro da sola. Ma cosa pensate possa capitarvi a passare del tempo da soli? Uscendo dalla cerchia socialmente accettata delle coppie, possono succedere un sacco di cose divertenti e impreviste. Magari potreste addirittura riuscire a sentirvi pensare. Paura eh?

non in coppia non vuol dire sola

photo

Sono sempre stata affascinata da chi corre veloce. Gli atleti che si preparano ai cento metri hanno un corpo che cattura sempre la mia attenzione: sono scattanti, flessibili, muscoli pronti e in tensione, occhi fissi e sempre sbarrati, sembra non battano neanche le palpebre da quanto sono concentrati. Non hanno neanche cominciato che sono già alla fine, tutto si consuma in pochi attimi, 100 e 200 metri sono il top dell’atletica per me.

Questo penso sia un riflesso del mio inconscio che mi dice qualcosa: anche io, nel mio campo, sono una sprinter d’eccezione. Riesco ad avere moltissimi primi appuntamenti, sono un cazzo di mago dello speed-dating praticamente. Sono anche seriale tra l’altro: non scelgo mai dei segnaposto per non perdere l’abitudine, ma persone che lì per lì’ mi piacciono e vorrei sul serio conoscere e vedere come va. Appena mi dico “ ehi, questo è figo” lì si consuma la tragedia. Infatti, su che basi si costruisca una successione di appuntamenti, per me rimane un mistero: sono mesi che non riesco a superare il primo, e la cosa comincia ad innervosirmi non poco.

Quando devo vedermi con qualcuno, sembra il fottuto giorno della marmotta: ci vediamo dopo cena, vino da me in terrazza e/o passeggiata, chiacchiera divertente, risate, condivisione, accoglienza, ehi allora c’è vita nell’universo e poi… poi basta. Poi non ci si sente più. A me sembra che sia andato tutto bene, e invece il mio whatsapp entra in coma. Queste situazioni sono codificate ormai solo nel meccanismo del lento scivolare nell’indifferenza. Avete presente quando guidate la macchina nella corsia principale e quello alla vostra destra si immette piano piano con quell’andatura che vuol dire: entro così piano che non può succedere niente e invece voi dovete bestemmiare e cambiare al volo corsia perchè ancora i rostri non li hanno montati sulle utilitarie ? Ecco, questo è il ritmo con cui si scivola nel non sentirsi più: ci si mandano un paio di messaggi, poi resto solo io a guardare le spunte blu, alla fine non ho più pazienza manco io e dopo un paio di inviti simpatici mi rompo il cazzo e finisco per voltare pagina.

Perchè non si parla più? Mi dite cosa e perchè si decide di non sentirsi più dopo che mi hai raccontato la tua vita e condiviso risate e vino? Ma non li avete gli amici per questo? Hanno chiuso Chatroulette? Ma non si può spiegare una scelta? Se cercate di negare a voi stessi il fatto che stiate vivendo una vita triste, mi spiace, ma così otterrete solo conferme. La mancanza di stile in ogni caso, è una cosa seria… vi ricordare cosa succede poi nel giorno della marmotta ?

Nè volpe nè uva

photo (4)                                                                                                                                           Le vacanze sono sempre un grosso punto interrogativo per chi è single, soprattutto se ancora fai i viaggi con lo zainoinspalla e non ti sei piegata alla legge del 55X40X20*. Gli amici a coppie, anche quelli a cui vuoi bene, cominciano a diventare i più fastidiosi del pianeta, le amiche in gruppo, quelle che per una birra sono favolose il venerdì sera, diventano all’improvviso un branco di anatre che migrano verso Formentera, solo perché Ibiza ha fatto tracciare a Silente un cerchio dell’età intorno all’isola e quelli sopra i trent’anni vengono fulminati con uno schiantesimo.

Io ho deciso di lavorare. Sti cazzi, tanto è un’estate di merda e ha piovuto 26 giorni su 30, ha tenuto il conto la mia amica volpe mentre guardava i grappoli maturare. In ogni caso, la solitudine, è un momento di approfondimento e io stavo così approfondendo male che non mi è venuto niente di meglio in mente che la frase di Accorsi mentre mette in equilibrio gli ombrellini nelle Fate Ignoranti, quella che era anche nella colonna sonora con i Tiromancino quando ancora Zampaglione era vivo. Adesso non lo è più, lo sanno tutti, basta vedere il suo ultimo film. Il concetto era “quanto amore buttiamo senza accorgercene? “. Non so se sia veramente amore, ma io neanche mi accorgo quando qualcuno ci prova. Davvero. Lo sanno benissimo i miei due o tre amici del cuore, che hanno sviluppato una serie di segnali che vanno dal fischiettare alla sberla in faccia per comunicarmi l’interesse di qualcuno, a seconda dell’enorme cazzata che comunque farò, visto il mio conclamato successo nelle relazioni a due, testimoniato anche dal fatto che questo blog ormai abbia quasi tre anni.Soprattutto coi romantici, che poi alla fine sono sempre i miei preferiti, faccio una gran fatica.

Comunque, per non passare proprio tutta l’estate a rosicare, che vuol dire anche lavorare in romanesco stretto, sono stata a trovare degli amici, che avevano altri amici e così ci siamo ritrovati, come sempre visto che la fantasia non ci manca mai, sono i soldi quelli che invece fanno fatica ad arrivare, a dormire tipo cani da slitta, ma ad agosto. data la legge delle probabilità e la statistica, sembrava dovesse esserci tra loro qualcuno che stava provando interesse per me, ma vista la concentrazione di 10 abitanti per metro quadrato, non riuscivo mai a decodificare i segnali convenzionali tipici di queste situazioni, e prima che il mio amico finisse di montare la scritta al neon “ Francè, coso ce sta a provà “, sono andata a dormire, leggermente alticcia come si confà dopo una cenetta con persone care. L’indomani, quando ormai il mio mal di testa era troppo forte per permettermi di continuare a far finta di niente, mi sono alzata e i miei piedi hanno calpestato accidentalmente delle foglie secche, un rametto, qualcosa che sembrava un pout-purri della Glade, non sono riuscita bene a capirlo fino a che gli occhi di un amico degli amici hanno incrociato i miei ed erano pieni contemporaneamente di tristezza, sdegno e voglia omicida, il tutto con un sottofondo di fantasie infrante e cocci relazionali che sbattevano tra di loro.

Perchè? Ci ho messo naturalmente un po’ a capirlo. Mentre lui continuava a ripetere delle parole che nella mia testa risuonavano come il trombone che fa la voce degli adulti nei Peanuts, ma poi cresci e capisci che quel trombone sei proprio tu, e non ci puoi fare un cazzo, quindi riesci a decodificare concentrandoti e i suoni danno vita a una frase tipo: hai dormito sopra la rosa che avevo dipinto di blu e fatto seccare per te ?

Sparatemi pure in mezzo agli occhi, tanto andate sul sicuro. L’anno prossimo mi compro un trolley e vado a Formentera.

——————————————————————————————————

* dal sito ryanair :1 x cabin bag 1 x personal bag
55cm x 40cm x 20cm including handles, pockets and wheels.

il mondo di prima

pasolini-490x363

Difficile, sempre più difficile scrivere. Perchè ormai non ho più appuntamenti. Mi sembra di parlare del mondo di prima; vi ricordate quando esisteva il lavoro, la pizza con gli amici e il fidanzato ? Adesso ci sono le collaborazioni, l’apericena e “bella, se beccamo”. Insomma, la vita va avanti per conto suo, gli anni passano e io non ho il ritmo nel sangue. Tanto sono fuori tempo che ultimamente mi sono trovata contornata da ragazzi molto più piccoli di me, che però fanno del loro meglio, non c’è che dire.

-Ti va una birra una sera ?

– bhe si, ma guarda che avrò dieci anni più di te

– Ah, scusi Signora.

Bene, ora posso anche lasciarmi morire. Sarà la vita che ho scelto, sarà che in questo paese ci si aspetta che alla mia età uno sia fidanzato da dieci anni e con un mutuo sulla casa, sarà che ancora una volta ho un colore dei capelli improponibile, ma d’improvviso la mia generazione è scomparsa, forse risucchiata dai call center, forse dalle botte che abbiamo preso a Genova, che ci hanno convinto che Civati sia una brava persona, e ora mi ritrovo con venticinquenni che ne sanno di musica, libri e fumetti. Ma che ne sanno a pacchi. Loro. E io perchè alla mia età ancora parlo del numero duecento di Dylan Dog come l’ultimo che si poteva leggere? Perchè mi piace stare tutta la notte sveglia a guardare the onion movie con i miei amici? Perchè penso ancora che non voglio essere invitata a cena fuori che mi annoio? Che pensieri sono ? Per una signorina poi (= questo è lo spettro di mia madre che risuona nel cervello). Ma che ci posso fare se passata una certa età non ci sono più riferimenti. Uno deve andare a tentoni. Si fa con quello che si può, alcool, droghe, concerti e per fortuna, qualche amico matto come te e di poco più grande a cui la vita ancora non ha tolto il sorriso e la voglia di pogare. Ma quanto si può resistere al magma del conformismo associato al BelPaese? Forse mi devo arrendere all’evidenza e suggellare l’inzio della mia carriera come zia zitella & divertente, tanto, uno dei miei nipoti sotto un palco l’ho già incontrato, e non era nemmeno il più grande.

Ma quali stelle nella vita?

blogioIl problema e il bello di questo blog è che è sempre stato in bilico tra la realtà e l’invenzione, tra quello che è mio personale  e il fantastico mondo della fregnaccia. A voi decidere i confini, un po’ come quando parla Renzi. No, aspetta. Un po’ come quando parla la fata Turchina:  per me che sono compaesana di entrambi, l’ultima risulta molto più credibile.

Quindi eccoci di nuovo qui. Negli ultimi tempi, dopo una profonda riflessione culminata con cinque giorni ad altissimo tasso alcolico con molti degli amici più cari che ho, mi sono resa conto che le gramaglie sono finite: basta contrizione, morte e disperazione perché una storia importante è finita, si dia inizio all‘ennesimo nuovo inizio. Non tanto brillante vero ? E’ che a leggere questo blog all’indietro mi viene in mente il danno e l’inutilità della storia: lo so che finisce di merda, ma io insisto! Ma adesso, a questo punto della mia vita, mi chiedo una cosa: ci sarà per caso un momento in cui scavalcando la collina i contro del rincominciare con degli appuntamenti saranno di più dei pro? E’ come quando ti fai i conti del cameriere: lavoro a piazza di Spagna per 3 euro l’ora ( vero! ) : un’ora per comprare i  biglietti dell’autobus per andare e venire, un’ora per il panino se mi viene fame, due ore per le sigarette, ma non mi conviene stare a casa a rollare il tabacco?

Lo stesso per ricominciare ad uscire con qualcuno: un’ora per fare la ceretta, due ore di cena in cui ti senti raccontare le stesse cose di te per la milionesima volta,  tre ore di passeggiata romantica a Trastevere, cinque minuti per decidere se ne valeva la pena e si, decisamente era meglio stare a casa a rollare il tabacco.

Non voglio essere così tanto negativa, sono sicura che sia pieno di persone per cui valga la pena sbattersi, essere romantici, fare sorprese, scrivere poesie, ma dove si sono nascosti tutti ? Se la vita è una battaglia, ma che, le ho prese solo io ?  Ho la terribile sensazione di essere di nuovo controtempo! Devo aspettare forse la seconda ondata dei divorziati e caricarmi tutti i problemi dei quarantenni in crisi, o dedicarmi ai più giovani, territorio assolutamente sconosciuto del quale ho timore quasi reverenziale. Per loro ovviamente, l’ultimo che mi ha chiamata Signora ha ancora i segni dei ferri da calza sulla faccia.

ps = ringrazio la mia Amica Luc per la foto e l’ubriaco di Milano per averle  venduto il fisheye che mi toglie le rughe. Ma è evidente che il problema non siano quelle.